giovedì 23 marzo 2017

Sogno, immagini, occhi e vegetoterapia

"I sogni sono messaggi diretti che arrivano dall'unità corpo/mente, fornendo informazioni preziose su quello che accade sul piano fisiologico, oltreché emozionale. Prendere coscienza dei propri sogni è un modo per origliare la conversazione che è in corso tra psiche e soma, corpo e mente, e raggiungere livelli di consapevolezza che in genere sono al di là della nostra capacità di percezione.

Che cosa avviene quando si sogna? Le varie parti dell'unità corpo/mente si scambiano informazioni, il contenuto delle quali giunge alla nostra coscienza sotto forma di storia, completa di intreccio e personaggi tratti dalla lingua della coscienza quotidiana. A livello fisiologico, la rete psicosomatica si sintonizza nuovamente ogni notte, in vista del giorno successivo. I cambiamenti si verificano nei circuiti di feedback man mano che i peptidi si riversano nell'organismo e legano con i recettori per avviare le attività necessarie all'omeostasi, o per tornare alla normalità. Le informazioni su questi aggiustamenti penetrano nella coscienza sotto forma di sogno e, dal momento che questi sono gli elementi biochimici dell'emozione, il sogno non è fatto solamente di contenuti, ma anche di sensazioni."


("Molecole di emozioni", Candice B. Pert, TEA ed., 2005) 

La pratica clinica non può eludere il tema del sogno.

Ogni esperienza analitica deve fare i conti con l'esperienza onirica che, tutte le notti, diventa protagonista della vita delle persone al posto della realtà.

Questa sostituzione avviene anche compromettendo il senso di lucidità che ci caratterizza e che è dato dalla costante consapevolezza dello stato mentale. A volte i sogni sono talmente veri da sovrapporsi al senso che si ha del reale per cui è preferibile dimenticarli e fingere di non accorgersi del turbamento che provocano.

Un ulteriore disagio può essere offerto dal materiale che si presenta nello stato di sonno. Il sonno è la condizione in cui le difese sono allentate e la fantasia può esprimersi in tutta la sua forza realizzando relazioni magiche tra le cose psichiche.
Queste soluzioni hanno valore di metafora per la vita quotidiana.

Nell'approccio Analitico Reichiano anche per l'interpretazione dei sogni si può usare lo strumento vegetoterapeutico.

Per questo scopo possono essere usati gli acting oculari; in particolar modo i movimenti orizzontali e obliqui degli occhi.

L'approccio analitico classico al sogno prevede l'interpretazione univoca ed oggettiva delle immagini oniriche sia in senso freudiano sia junghiano. Ambedue questi approcci assumono le immagini oniriche come sovradeterminate e il loro senso, da cui l'interpretazione, è detenuto dall'operatore (analista).

In Vgt questi punti di vista oggettivi vanno rigorosamente tenuti a bada.

Non potendo far finta di non conoscerli, vanno tenuti a mente ma non espressi mentre si cerca il senso soggettivo delle immagini.
Così l'immagine onirica, anche quando è facilmente riconducibile ad interpretazioni classiche, resta un oggetto che rappresenta solo l'esperienza soggettiva. Per esempio, un oggetto cavo, vuoto o contenente materiale specifico, viene riproposto invariato alla fantasia della persona che deciderà autonomamente il tipo di trasformazione da imprimergli.
Sarà proprio il tipo di trasformazione dell'oggetto a suggerire il senso dell'interpretazione. Questo sarà dato dalla forma che l'oggetto si troverà ad assumere, dal suo contenuto, dalla posizione, dai colori, dalla posizione circa il contesto e dall'uso che ne faranno i protagonisti nell'intero percorso. L'intero processo assume un senso dinamico in concomitanza con l'elaborazione che, legata ai movimenti oculari proposti dall'operatore, si colora anche relazionalmente.

Questo modo di trattare il materiale onirico, da un punto di vista concettuale è molto più vicino al sogno da svegli guidato di Desoille (Desoille, R., "Teoria e pratica del sogno da svegli guidato", ed. Astrolabio, 1974) che lascia i protagonisti liberi di stabilire il percorso narrativo da seguire mentre l'operatore svolge la sola funzione di facilitarne l'esposizione.

In Vgt si parte da un'immagine fissa del sogno come fosse un fotogramma cinematografico.
Ogni step narrativo è seguito da un movimento oculare per un numero fisso di oscillazioni. Questo numero fisso è soggettivo e sembra dipendere dagli aspetti di personalità. Ci sono persone che con poche oscillazioni oculari producono molti cambiamenti negli oggetti della fantasia mentre altri richiedono un maggior numero di movimenti.

Questo è uno degli aspetti più intriganti del metodo e che si sta cercando di monitorare.

Un altro aspetto interessante è il vissuto complessivo che si riscontra alla conclusione dell'analisi delle sogno.

A fronte dei vari vissuti transferali, sembra che l'interpretazione dei sogni svolta con l'ausilio della Vgt, nella persona che analizza il sogno comporti un accresciuto interesse circa l'analisi stessa del sogno. Aumenta la curiosità e si ha l'impressione che sorga un senso d'affetto nei confronti del sogno piuttosto che nei confronti dell'operatore.

Questa pratica si presta inoltre anche a costruire un ponte con gli aspetti più propriamente cognitivi da parte delle pratiche motorie e comportamentali.
E' facile verificare quanto il processo interpretativo legato al movimento oculare sia legato sia alla rappresentazione quanto all'immaginazione.
Se si prova, con gli occhi chiusi, a rappresentarsi parti del proprio corpo ci si accorge che gli occhi si dirigeranno nella direzione in cui sono posizionati gli organi rappresentati. Se si cerca di rappresentarsi l'indice della mano destra, che è appoggiata sul ginocchio destro, sarà difficile rappresentarlo tenendo lo sguardo a sinistra o immobile.
Lo stesso vale per l'immaginazione. La corsa di una lepre, immaginata in un bosco mentre ci attraversa la strada, sarà impossibile rappresentarsela tenendo bloccato il movimento degli occhi.
L'immaginazione e la rappresentazione, degli oggetti, delle persone e di noi nello spazio, sono eventi corporei e cognitivi.   

L'interpretazione dei sogni con l'ausilio di un acting di vgt, è stata effettuata per qualche anno nell'ambito della Scuola Italiana di Analisi Reichiana (S.I.A.R. di Roma). Nata come pratica seminariale, per motivi diversi questa proposta è stata poi abortita trovando seguito in ulteriori pochi incontri di laboratorio.
Ad oggi si svolge solo in ambito privato ma, visti i risultati e i risvolti teorici, sarebbe oltremodo interessante se si riuscisse a costituire un gruppo di vegetoterapeuti interessati a proseguire questa ricerca.

Giuseppe Ciardiello





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